Aereo.
Due ore di ritardo. Bambini,famiglie,studenti fuori sede,turisti.
Siamo tutti lì ad aspettare il decollo.
Io,stanchissima, mi appoggio al finestrino.
Non ho nessuna voglia di partire, meno che mai con l’aereo.
Detesto volare, odio la sensazione di non avere la terra sotto i piedi e di essere rinchiusa dentro una scatoletta volante.
Ma purtroppo è il mezzo più veloce.
Quanti ne ho dovuti prendere di voli ultimamente,
e ad ogni viaggio c’è sempre qualche sorpresa che mi attende.
Una volta c’era uno stormo di gabbiani che occupava la pista.
Un’altra volta si era perso l’equipaggio.
Un’altra volta non partiva il motore secondario ( e meno male che ero imbottita di valeriana)
Un’altra volta non funzionava un freno ( e io mi vedevo già spiaccicata al suolo )
Questa volta invece tutto sembrava filare liscio come l’olio.
E caspita! avrò diritto anch’io ad un po’ di fortuna!
20 minuti all’atterraggio.
Il pilota inizia a parlare.
Lo ascolto con poca attenzione.Ormai la conosco a memoria quella tiritera.
Ma.. ad un certo punto, il pilota cambia le sue solite frasi. Strano.
“Vi preghiamo di controllare attentamente che tutti i dispositivi elettronici siano effettivamente spenti. A Milano le condizioni atmosferiche riportano una fitta nebbia e foschia.”
Atterreremo quindi col pilota automatico.
Questa mi mancava..
.. Non sto neanche a descrivere la mia faccia quando ho sentito il conto alla rovescia dalla cabina di pilotaggio.